Dal blackfriday siamo passati direttamente alla black week, una settimana all’insegna del colore nero. Stavolta però i consumi e il lavoro non c’entrano niente, almeno direttamente; infatti ci siamo spostati sulla politica. In particolare, sono entrati nelle prime pagine dei giornali, le ultime azioni dei movimenti di estrema destra.
Prima il blitz dei naziskin, 13 giovani con bomber e teste rasate del Veneto Fronte Skinhead nella sede dell’associazione Como Senza Frontiere., con l’obiettivo di forzare i presenti all’ascolto di un volantino vaneggiante addirittura la “sostituzione” del popolo europeo con dei “non popoli”, accusando chi offre aiuti e assistenza ai migranti di non amare la propria Patria.
Poi è la volta di Forza Nuova, mobilitata pure da rischio di essere completamente scalzata a destra da Casa Pound, che sembra leggere le necessità dei simpatizzanti di destra in modo più calzante rispetto allo spirito del tempo, vedi Ostia. Allora arriva una dimostrazione: è la volta della redazione di Repubblica a Roma con fumogeni e slogan contro i giornalisti, conditi nei giorni successivi da minacce a una redattrice de L’Espresso, rea di aver portato alla luce il ribollire dell’universo nero nel web.
Mentre pare proprio che la normativa sull’apologia di Fascismo non si voglia applicare, a Como e in numerose altre città d’Italia, come la nostra Firenze, sabato si sono tenute manifestazioni antifasciste che hanno riunito insieme Pd, Liberi e Uguali, Cigl e Anpi.
Invece, i partiti della probabile coalizione di centro-destra non si sono sbilanciati, tra chi minimizza e chi si dissocia.
Un guardingo e Movimento 5 Stelle si allontana, sia dall’azione che dalla manifestazione, considerando quest’ultima strumentale.
Fa riflettere comunque il fatto tutti quei movimenti e partiti che un anno fa la nostra Costituzione l’hanno difesa a spada tratta, pare non ricordino che questa Carta si sia fondata proprio sui valori dell’antifascismo.
In questo momento in cui gli estremismi in tutta Europa sono in fermento, dobbiamo prendere atto che abbiamo un problema con la memoria? Sarà mica il caso di lavorarci su per evitare di ricommettere gli errori di un tempo?
E inoltre per la politica, con le disuguaglianze che crescono, insieme al disinteresse e la volatilità elettorale, non è davvero giunta l’ora di uscire da questa sorta di miopia? Non squilla abbastanza forte la sveglia per tornare ad ascoltare le fasce più deboli della popolazione, che paiono non sentirsi più rappresentate, non solo dai partiti, ma oggi pure anche dal sistema democratico?
Riascolta l’ultima puntata de “La Rosa dei Venti” con i nostri opinionisti Paolo Bartolozzi, Eugenio Giani, Giuseppe Matulli e Paolo Cocchi.
