Barberino di Mugello, martedì scorso la cerimonia di restituzione dei resti del Militare Antonio Berni

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Martedì scorso presso la Caserma Predieri di Firenze, sede della Divisione “Vittorio Veneto”, sono stati restituiti ai familiari i resti mortali del Caduto Antonio Berni nato a Barberino di Mugello nel 1921. L’artigliere trovò la morte nel 1944 nel “Campo di Lavoro” di Fullen (Meppen – Bassa Sassonia).

Alla cerimonia erano presenti, tra le autorità civili e militari, il Vice Comandante del Territorio dell’Istituto Geografico Militare, ente dell’Esercito Italiano, Generale di Brigata Michele Vicari insieme al sindaco di Barberino, Giampiero Mongatti che si sono stretti intorno ai familiari del caduto. A rendere gli onori militari per la circostanza, un picchetto in armi in alta uniforme del 78° “Lupi di Toscana”.

I resti mortali dell’artigliere, custoditi presso la cappella della Caserma Predieri, erano stati rimpatriati nei giorni scorsi dal cimitero militare italiano d’onore di Amburgo.
Presso il Cimitero di Barberino poi, si è tenuta la Cerimonia civile e religiosa per la tumulazione dell’Internato Militare Italiano, morto in Germania il 2 novembre 1944 all’età di 23 anni per tubercolosi polmonare.

Era nato a Cavallina da Angiolo Berni e Marianna Mazzoni il 19 febbraio 1921.
Presenti, oltre ai familiari, il Sindaco con il Gonfalone della città, la Polizia Municipale, i Carabinieri, il Pievano, l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), l’ANEI (Associazione Nazionale Ex-Internati Italiani).

Antonio Berni è stato uno dei 650.000 militari italiani fatti prigionieri dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. 50.000 di loro morirono nei Campi di Lavoro tedeschi e successivamente sepolti nei diversi Cimiteri d’Onore in Germania, Austria, Polonia.

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