Lega e Cambiamo Insieme: “Rimuovere la bandiera LGBT dal palazzo comunale di Borgo”

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La bandiera arcobaleno LGBT non può essere esposta sulla facciata del palazzo comunale di Borgo San Lorenzo. Lo dice il cerimoniale di Stato. A sostenerlo in una nota congiunta sono i consiglieri comunali della Lega, Francesco Atria e Claudio Ticci, e di Cambiamo Insieme Luca Margheri, che spiegano: “È dal 17 maggio che la bandiera arcobaleno è situata sul balcone di facciata del Comune di Borgo San Lorenzo, in posizione solitaria e privilegiata. Ci aspettavamo, vista la chiarezza della nota dell’ufficio del cerimoniale del ministero della Repubblica (‘Negli edifici pubblici possono essere esposte soltanto le bandiere pubbliche istituzionali. Ciò per rispettare il carattere di “neutralità” delle sedi istituzionali, che costituisce sacro principio democratico’), che tale bandiera fosse poi prontamente rimossa. Ma invece, è più di un mese che si trova lì, quasi a sfidare le normative nazionali“.
I consiglieri ricordano inoltre che “tale bandiera arcobaleno non è la famosa ‘bandiera della pace’, bensì la bandiera LGBT e rappresenta idee o ideologie non comuni e non condivise da tutti. Noi crediamo ad una famiglia composta da uomo e donna, al fatto che un bambino debba avere una madre e un padre e che la cultura gender non debba essere, coercitivamente, imposta e insegnata nelle scuole. Visto che le nostre idee non potrebbero essere rappresentate da una bandiera e che giustamente non potrebbe essere esposta per gli stessi motivi sopra citati, non troviamo alcun senso nella esibizione della bandiera LGBT al di là della giornata del 17maggio.
Indipendentemente dalle idee ed opinioni di ognuno, il rispetto per le regole dovrebbe essere alla base di tutto e di tutti. Le uniche bandiere che dovrebbero essere esposte sono rispettivamente italiana, europea e quelle istituzionali. Riteniamo dunque opportuno per il rispetto delle norme e di tutti rimuovere la bandiera LGBT in un tempo limite, visto che già da tempo, si trova lì non avendone motivo oltre la mera propaganda partitica.
Il comune è di tutti e per tutti non contemplando che qualcuno sia più uguale di altri o al di sopra a norme e regole”.

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