Studente preso per il colletto e spinto alla lavagna a muro dal prof: denuncia ed indagine interna

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Spinto alla lavagna a muro della classe dal professore dopo avergli messo le mani sul colletto della maglia. E’ quanto ha denunciato ai Carabinieri la madre di uno studente, minorenne, che frequenta un istituto Superiore della provincia di Firenze. Sul comportamento dell’insegnante è partita un’indagine scolastica interna.
“Mio figlio si è liberato dalla presa senza reagire”, racconta la mamma del ragazzo a Radio Sieve parlando di quanto accaduto sabato 20 febbraio, durante l’ultima ora di lezione. “Una volta in macchina per tornare a casa non si sentiva bene. Era scosso. Poi ha riferito cosa era successo in classe e dopo pranzo si è risentito male, rivomitando il pasto”. Da qui la scelta di portarlo, per sicurezza, al pronto soccorso, dove, precisa la madre, “non hanno rilevato lesioni fisiche. Martedì poi sono andata con mio figlio dai Carabinieri a formalizzare la denuncia ed allegando il referto medico”.
Secondo quanto raccontato dalla mamma ai nostri microfoni, il figlio, insieme ad altri compagni, era stato fatto uscire dalla classe per motivi disciplinari: “Una volta rientrato, mio figlio ha chiesto spiegazioni al docente sul perché di quella decisione, visto che altri avrebbero fatto più confusione di lui. Allora il professore lo ha invitato ad andare verso la cattedra e poi lo ha chiuso con le spalle verso la lavagna a muro, con le mani sul colletto della felpa – racconta la mamma – Mio figlio si è liberato dalla presa senza reagire. E’ stato un gesto che gli ha dato fastidio. Da quanto so non era mai successo prima nulla del genere con il docente, con il quale ci sono state comunque con la classe incomprensioni ed una serie di altre piccole cose”.
Mercoledì mattina la mamma del ragazzino ha parlato, assieme al figlio, con il dirigente scolastico. Lo ha informato della denuncia ai militari ed ha espresso il proprio disappunto per il fatto che il professore, che insegna anche in altre classi e sezioni, fosse regolarmente al suo posto nelle lezioni che si sono svolte in modalità DAD la scorsa settimana.
“Il preside non ha negato che ci sia una responsabilità del professore. Il gesto c’è stato, lo ha definito ingiustificabile ed ha detto che stava preparando un dossier – spiega la madre – Lo abbiamo messo al corrente della denuncia e mio figlio gli ha raccontato l’episodio”. Ma la risposta del dirigente scolastico non ha soddisfatto la mamma: “Io ed altri genitori ci aspettavamo, non dico una sospensione, ma qualche giorno di riflessione a casa da parte del docente, pensando a quanto successo ed anche al da farsi. Invece ha fatto lezione in DAD, come se nulla fosse accaduto. Qualche compagno di scuola di mio figlio, in didattica a distanza, ha chiesto al prof se dopo la lezione potessero parlare di quanto accaduto il sabato prima, ma lui non ha voluto dare spiegazioni”.

Il dirigente scolastico, da noi interpellato, parla di un gesto sbagliato, ma non violento, da parte del docente, sul cui atteggiamento è stata stilata una relazione: “Me l’ha chiesta l’ufficio scolastico provinciale. C’è in corso un’indagine interna”, dice il preside, che è venuto a conoscenza dell’episodio lunedì 22 febbraio. “Ho avviato la procedura per le sanzioni disciplinari. Si tratta di un percorso lungo ed articolato. Ci sono più livelli di sanzioni, ma io posso arrivare fino ad una certo punto. In caso di accertata gravità del fatto vedremo…”.
Il docente chiamato in causa è un nuovo assunto, passato di ruolo quest’anno dopo alcuni anni di precariato.
“E’ una classe un po’ difficile, e lui non la gestisce molto bene. Specialmente alcuni ragazzi”, dice il preside, che esclude il fatto che lo studente in questione abbia problematiche di comportamento, ma solo qualcuna di rendimento scolastico: “Un gruppetto di studenti faceva un po’ di confusione, allora il professore li ha fatti uscire, tra cui il ragazzo – ricostruisce il dirigente – Al rientro in classe il docente ha un po’ messo da parte il giovane, prendendolo per il petto con la mano, ma non esercitando una particolare violenza. Una volta accostato alla lavagna a muro lo studente si è sentito pressato. Forse si è impaurito e poi si è liberato dalla mano che lo premeva sul colletto della felpa. Secondo me il gesto si è verificato, ma non parlerei di un atto di violenza. Il docente comunque ha sbagliato, prendendo il ragazzo per il colletto della felpa. Gran parte degli studenti stava uscendo per la fine delle lezioni, mentre qualcun altro era presente”. Tra questi anche un insegnante di sostegno: “Anche secondo lui non è stato un gesto violento”, dice il dirigente scolastico.
La mamma racconta che “il professore voltava le spalle a quello di sostegno, ma quest’ultimo ha comunque visto le mani del docente sul colletto della maglia e mio figlio che si liberava.
L’insegnante in questione ha anche cercato nei minuti successivi al fatto di giustificarsi, facendolo passare per uno scherzo”.

Riascolta qui le parole ai nostri microfoni della mamma dello studente:
IL RACCONTO DI COSA E’ ACCADUTO

L’INCONTRO COL PRESIDE E LA PRESENZA DELL’INSEGNANTE DI SOSTEGNO IN CLASSE

IL PROFESSORE LA SCORSA SETTIMANA HA SVOLTO REGOLARMENTE LEZIONE IN DAD

 

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