Si è spenta Tiziana Lorini, fondatrice e anima di “Indaco-Teatro con l’Altro”. Aveva 71 anni e gran parte della sua vita l’ha dedicata ai più fragili, ai diversamente abili, a sperimentare percorsi d’inclusione e integrazioneE’ una comunità intera, quella di Vicchio, e un territorio intero, quello del Mugello, a piangerla.
Il sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa la ricorda così: “Il suo sorriso, i suoi colori, l’impegno e la dedizione verso l’altro, gli altri, verso tutti i “suoi” ragazzi. Tiziana è stata un pilastro della nostra comunità, per un territorio e forse anche di più. Una donna con un’energia fuori dal comune che ha creato un movimento di pensiero Indaco, che ha rivoluzionato il modo di pensare e fare inclusione con i più fragili tracciando una strada. L’incontro con Tiziana è stata una crescita personale e come sindaco. Mi stringo al dolore della famiglia, dei suoi ragazzi e di tutti quelli che l’hanno amata”.
Il progetto “INDACO: teatro con l’altro” dai primi anni ’90 sperimenta concretamente percorsi d’inclusione e d’integrazione tra normalità e diversabilità attraverso laboratori teatrali in cui tutti i membri partecipano attivamente e in prima persona, mettendo in gioco sé stessi e le proprie potenzialità, collaborando in un clima di fiducia e di rispetto reciproci.
“Indaco – si legge – nasce per dare voce a chi troppo spesso è confinato nelle zone d’ombra della nostra società, per accogliere e far dialogare i bisogni di espressività di chi è, spesso, emarginato perché considerato DIVERSO poiché si trova in una situazione di disagio. Questo progetto nasce con il nome INDACO facendo riferimento proprio a uno dei colori dell’arcobaleno difficile da percepire ma che, invece, esiste, così come faticoso è ancora, purtroppo, per la nostra società riuscire a vedere la diversabilità, i “disagiati”, che rappresentano l'”altro”, cioè il diverso. Ma chi è l'”altro”? L’ALTRO è lo svantaggiato, il disabile, il bambino difficile abbandonato, l’anziano lasciato solo, l’extra-comunitario, insomma gli emarginati, chi è dimenticato da una società egoista che, improntata al ritmo dei più fortunati e dei più forti, non si cura di adeguare il passo a quello dei più deboli”.
