Dopo la presa di posizione netta avvenuta negli scorsi giorni da parte di alcuni sindaci del territorio, in particolare quella di Federico Ignesti (LEGGI QUI) riguardo all’ordinanza regionale che permette di spostarsi anche da Comune a Comune per la cura degli orti, arrivano alcune note anche da parte di alcune forze politiche del territorio.
Posizioni diverse quelle del gruppo consiliare Officina Vicchio 19 e della Lega Mugello. Il gruppo consiliare vicchiese parla di “persone anziane che potrebbero essere sole e avere così anche uno scopo per affrontare la giornata. Consideriamo inoltre l’aspetto economico: per molti i prodotti dell’orto possono esser un valido aiuto per il sostentamento. Non ci si può trincerare dietro la formula del restate a casa, minacciare sanzioni. La paura serve solo a generare odio e invidia“.
Per la Lega “l’ordinanza della Regione è grottesca e discriminante. Consentire a livello regionale di derogare a proprio comodo le disposizioni è un chiaro ed inequivocabile segnale di voler apparire ‘adeguati’ alla situazione. Portiamo il massimo rispetto per chi possiede e cura un orto, ma in questo momento di tale ordinanza non si avvertiva il bisogno se non prima rendere le libertà a TUTTI, anche a quelli sprovvisti del “pollice verde”.
Ecco la nota integrale del gruppo Officina Vicchio 19:
Sono passati già alcuni giorni da quando è uscito il decreto regionale sugli orti. Molti sono i comuni ( ma non tutti purtroppo, anche nel nostro Mugello) che hanno dato informazione sull’argomento e hanno chiarito i punti che potrebbero essere più ambigui, specie sul discorso delle seconde case, che è il punto che può destare più preoccupazione.
Ancora una volta ribadiamo l’importanza del buonsenso della popolazione, senza il quale tutto sarebbe tremendamente difficile.
Inoltre pensiamo a persone anziane che potrebbero essere sole e avere così anche uno scopo per affrontare la giornata.
Consideriamo inoltre l’aspetto economico: per molti (chi non ha un reddito sufficiente o chi al momento è in difficoltà temporanea o ha perso o ridotto il lavoro a causa della situazione coronavirus) i prodotti dell’orto possono esser un valido aiuto per il sostentamento.
Capiamo che un’amministrazione senta il peso della responsabilità sulle spalle, ma non ci si può trincerare dietro la formula del “restate a casa” , minacciare sanzioni. La paura serve solo a generare odio e invidia.
Noi ci aspettiamo da un’amministrazione una presa di posizione. Ci aspettiamo un atteggiamento diverso: più informazione e più attenzione ai problemi di ogni cittadino, cercando di capirne le necessità reali. Non banalizzare tutto alla semplice voglia di superare la noia o avere la scusa per fare una passeggiatina.
Questa invece la nota della Lega Mugello a firma dei consiglieri Claudio Ticci e Francesco Atria e della coordinatrice provinciale Elisa Tozzi:
L’ordinanza della Regione Toscana che consente gli spostamenti tra Comuni per la custodia degli orti è grottesca e discriminante, se non altro per il contesto in cui ancora oggi vivono tutti i cittadini, ancora ben lontano dall’avere di nuovo una piena libertà di movimento.
Le limitazioni imposte alla circolazione dal governo centrale dovrebbero avere lo scopo di arginare la diffusione ed il contagio; consentire a livello regionale di derogare a proprio comodo queste disposizioni è un chiaro ed inequivocabile segnale di voler apparire “adeguati” alla situazione, fare far vedere alla gente che di stare “sul pezzo”, di portare avanti nuove misure, sempre più restrittive o estensive a comodo, di prendere in mano seriamente la situazione e che quindi ogni giorno avere qualcosa in più da suggerirci per migliorare la situazione. Ma ci ricordiamo tutti molto bene le parole di molti di quelli che oggi gridano “Si alla mascherina obbligatoria” ma dall’altra “Si all’orto”. Ci ricordiamo cosa dicevano poco tempo fa, i depositari delle verità e del giusto, definendosi magari pure democratici e antirazzisti. Allora chi osava discostarsi dal LORO pensiero unico veniva apostrofato come razzista, sciacallo, terrorista, fascio-leghista, oppure lo tacciavano affermando che era una banale influenza o raffreddore, che il virus era il razzismo e infine se la ridacchiavano in tv sminuendo la portata del virus. Ma dall’altra parte si riempivano le dimore istituzionali di DPI, tamponi e attrezzature mediche di urgenza lasciando di fatto gli operatori sanitari a “mani nude” sul campo di battaglia. Una sorta di comandanti che hanno mandato purtroppo i propri soldati in trincea senza munizioni né cibo ma dicendo loro che sono eroi; una volta sottoterra.
Portiamo il massimo rispetto per chi possiede e cura un orto, ma in questo momento di tale ordinanza non si avvertiva il bisogno se non prima rendere le libertà a TUTTI, anche a quelli sprovvisti del “pollice verde”.
Paradossale poi, la tardiva “levata di scudi” dei Sindaci mugellani, evidentemente sempre più in contrasto con il loro governo regionale o forse NON ritenuti degni interlocutori territoriali di riferimento, poiché se è vero che invocano un “ripensamento” alla regione è il segno evidente che non sono stati presi neppure in considerazione.
Qui siamo davvero a livelli tragicomici, se non fosse in gioco la salute di tutti noi cittadini. Piuttosto sarebbe meglio iniziare a pensare a riaprire le attività nel loro complesso prima che sia troppo tardi, anziché fare questo tipo di provvedimenti improvvisati che generano solo caos e creano discriminazioni e lotte tra poveri.
Prosegue Elisa Tozzi Responsabile provinciale Lega:
“Non può essere ammesso che la Regione Toscana, nel chiaro tentativo di riacquisire consensi elargisca ordinanze a casaccio o solo per alcune categorie che invece di applicare nel contesto regionale la norma nazionale andando ad aumentare gli spostamenti così da creare un caos totale che di fatto permette a persone di comuni distanti, anche 35 km, di venire a curare il proprio orto amatoriale in Mugello ma ai mugellani sprovvisti di un fazzoletto di terra di non potersi godere il loro splendido territorio”
Concludono i consigliere Francesco Atria e Claudio Ticci:
“Discriminante, contraddittorio, paradossale e illogico permettere ad una sola categoria, peraltro di altri comuni, di spostarsi per attività amatoriali quando dall’altra parte non si permette l’utilizzo delle seconde case o semplicemente di spostarsi a più di qualche chilometro da casa per fare, in tutta solitudine, una passeggiata salutare. O tutti o nessuno. Ci pare che la toppa sia peggio del buco” l’utilizzo delle seconde case o semplicemente di spostarsi a più di qualche chilometro da casa per fare, in tutta solitudine, una passeggiata salutare. O tutti o nessuno. Ci pare che la toppa sia peggio del buco”
