Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ieri in visita al Forteto, a Vicchio. “Oggi abbiamo chiuso le porte dell’inferno” ha detto il ministro, che ha incontrato il commissario Jacopo Marzetti, ma anche Sergio Pietracito, una delle vittime ed uno dei primi a denunciarne gli orrori. “Lo Stato è qui per rompere ogni legame con il passato e per chiedere scusa alle vittime. Qui lo Stato accompagnava le vittime e gli apriva il cancello dell’inferno. Oggi queste porte sono state chiuse. Nessuno ridarà alle vittime l’infanzia di cui sono stati provati, ma lo Stato ora dà un segnale forte, interrompendo ogni rapporto con il passato e facendo luce sulle colpe di ben 40 anni”, ha detto il guardasigilli.
Tutto ciò arriva dopo il via libera alla commissione parlamentare d’inchiesta, dopo le uscite dei condannati e le dimissioni volontarie dei soci prescritti e dopo l’imminente scioglimento della Fondazione Forteto ed un’azione per tentare di azzerare l’Associazione.
“Tra gli ultimi atti della vecchia gestione del Forteto figura una querela nei miei confronti”: a darne notizia è il vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai, ex presidente della prima commissione regionale di inchiesta sul Forteto. “La prendo come una attestazione di merito”, ha detto Mugnai.
