C’è anche Jacopo Bencini, ricercatore pontassievese esperto nel campo delle relazioni internazionali e della sostenibilità, da sempre impegnato nell’attivismo e nella politica locale, tra i 26 giovani leader e influencer di tredici differenti paesi africani ed europei che fanno parte del progetto del Royal Institute of International Affairs denominato Common Futures Conversations.
L’obiettivo è dare vita ad una piattaforma digitale euro-africana capace di promuovere dibattiti e confronti tra giovani in Europa e Africa su temi di rilievo globale come l’educazione, la lotta alle fake news, l’ambiente ed il contrasto alla povertà. Peculiarità del progetto è che la piattaforma sarà sviluppata dai giovani stessi.
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Di seguito il comunicato stampa completo:
ll Royal Institute of International Affairs, noto come Chatham House, è un think tank britannico specializzato in analisi geopolitiche e delle tendenze politico-economiche globali. Con l’approssimarsi del centenario della sua fondazione, previsto per il 2020, Chatham House ha avviato un ambizioso progetto denominato Common Futures Conversations (Dialoghi per dei Futuri Condivisi), il cui obiettivo è dare vita ad una piattaforma digitale euro-africana capace di promuovere dibattiti e confronti tra giovani in Europa e Africa su temi di rilievo globale come l’educazione, la lotta alle fake news, l’ambiente ed il contrasto alla povertà. Peculiarità del progetto è che la piattaforma sarà sviluppata dai giovani stessi.
Per avviare questo esperimento, sviluppato in collaborazione con i tedeschi della Fondazione Robert Bosch, Chatham House ha infatti deciso di avvalersi della collaborazione di ventisei giovani leader e influencer di tredici differenti paesi africani ed europei, inclusa l’Italia. Tra essi anche Jacopo Bencini, pontassievese, ricercatore esperto nel campo delle relazioni internazionali e della sostenibilità e da sempre impegnato nell’attivismo e nella politica locale. Ad affiancarlo un altro giovane italiano, Michel Alimasi da Cesena.
I ventisei giovani saranno impegnati in un percorso lungo diciotto mesi che li vedrà attivi a Londra presso la sede di Chatham House, ad Addis Abeba, in Etiopia, e nei rispettivi paesi. L’obiettivo finale è far sì che anche i più giovani possano trovare canali di partecipazione per conoscere, comprendere e influenzare i dibattiti su temi di politica internazionale tramite il proprio, autentico punto di vista. La costruzione della piattaforma avverrà attraverso questionari, ricerche sul campo e incontri con decisori politici e associazioni; il lancio è previsto per l’autunno 2019. Il primo questionario rivolto a tutti i giovani italiani di età compresa fra i 18 ed i 35 anni è già disponibile online sul sito di Chatham House https://bit.ly/2FGjJSL.
“Africa ed Europa sono comunemente visti come due continenti marcati da forti differenze – non solo economiche – e problematiche interconnesse, spesso distorte dal punto di vista europeo e da messaggi politici tossici e non rispondenti al vero – dichiara Bencini – l’attualità di questi giorni ne è ennesima riprova. Esperimenti come quello cui partecipai nel 2017 con Commissione Europea e Unione Africana, e adesso come questo di Chatham House, dimostrano invece che i giovani dei due continenti, estranei ai perimetri dei grandi interessi e della politica del consenso, vedono le problematiche come comuni, e quindi da risolvere assieme. Questo il messaggio potente e fuori dal coro che vogliamo lanciare con Common Futures Conversations: è lavorando assieme all’Africa e non solamente “per l’Africa” che potremo davvero rispondere alle sfide del nostro tempo”.
Il progetto ha avuto inizio a Londra il 13 dicembre scorso con un primo incontro operativo dei ventisei giovani provenienti da Italia, Costa d’Avorio, Etiopia, Estonia, Germania, Kenya, Mozambico, Nigeria, Norvegia, Romania, Tunisia, Regno Unito e Zambia, e proseguirà con un secondo incontro di lavoro in Etiopia previsto per la seconda metà di febbraio.

