Ogni giorno in Toscana molte consegne di prodotti d’abbigliamento acquistati on line finiscono alle strutture dove sono ospitati richiedenti asilo. Decine di pacchi sono finiti soprattutto nei centri migranti di Firenzuola e Certaldo. Ne parla La Nazione di oggi.
A sollevare la questione è il consigliere regionale della Lega, Jacopo Alberti, il quale ha presentato un’interrogazione che sarà discussa in uno dei prossimi consigli regionali. Ogni migrante, ricordiamo, ha un pocket money di 2,50 euro al giorno, oltre alle ricariche telefoniche e alla copertura delle necessità di base come pulizia, vitto e beni di prima necessità.
“È evidente – si legge nel documento – che questi acquisti on line non possano, vista l’esiguità della somma, essere coperti dal pocket money. A che titolo, a nome di quale persona o ente e con quali risorse sono effettuati tali ordini di acquisto?» domanda Alberti.
I corrieri raccontano di acquisti pagati alla consegna o con carta di credito sui vari portali.
Al di là del budget personale spendibile da parte dei singoli profughi è la sistematicità del fenomeno che, secondo le testimonianze, avrebbe suscitato dubbi e perplessità.
