Il Tribunale di Genova ha prosciolto Lanciotto Ottaviani e sua figlia Tullia, gestori della ex cava e fornace di Paterno a Vaglia, dalle accuse di traffico di rifiuti dopo l’inchiesta sui grandi sacchi di polverino 500 mesh provenienti dalla Med Link di Aulla. Lo riporta La Repubblica.
Oltre ai gestori il giudice ha prosciolto Piero Raciti, legale rappresentante della Med Link e anche altre quattro persone. Il pm aveva chiesto invece il rinvio a giudizio. Per il giudice i sacchi di polverino 500 Mesh non sono dunque da considerare come rifiuti, benché meno speciali. Il giudice ha anche ordinato il dissequestro degli 876 sacconi da una tonnellata l’uno.
Questo sul fronte genovese, mentre il filone fiorentino del processo, dove Tullia Ottaviani ha ottenuto il giudizio abbreviato, riguarda invece i rifiuti emersi dopo gli scavi: fanghi di conceria, scarti delle salamoie della Solvay, rifiuti di demolizione, asfalto, plastiche e pneumatici.
