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You are at:Home»FIRENZE»Sanità, pronta entro un anno la Casa di comunità di viale Europa tra Firenze e Bagno a Ripoli: i dettagli
casa di comunità via ragazzi del 99 prima pietra

Sanità, pronta entro un anno la Casa di comunità di viale Europa tra Firenze e Bagno a Ripoli: i dettagli

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By Redazione on 21 Febbraio 2025 FIRENZE
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Lungo viale Europa, nella zona sud-est di Firenze al confine con Bagno a Ripoli, in un’area pianeggiante fino ad oggi sgombra da edifici, sorgerà una nuova casa di comunità per Firenze, nei pressi dell’intersezione con viale Marco Polo. Un’opera importante, architrave della nuova assistenza sanitaria territoriale che si propone di offrire servizi più prossimi ai cittadini, ma dove in questo caso conviveranno – con un ulteriore valore aggiunto – anche servizi comunali. In un quartiere, peraltro, dove più alta delle media cittadina è la percentuale di anziani tra i residenti e dove maggiori servizi di prossimità erano richiesti da tempo.

La prima pietra è stata posta alla presenza del presidente della Toscana Eugenio Giani. Con lui la sindaca di Firenze Sara Funaro, l’assessore al diritto alla salute regionale Simone Bezzini, il direttore della Asl Toscana Centro Valerio Mari, l’assessore al welfare e presidente della società della salute Nicola Paulesu e la presidente del Quartiere 3 Serena Perini.

Sarà un edificio rettangolare di tre piani, di cui uno interrato, alto complessivamente nove metri per oltre mille metri quadri utile. Un presidio aperto sette giorni su sette, notte e giorno, dove troveranno posto ambulatori di medici specialisti, servizi di diagnostica di base, spazi per i medici e pediatri di famiglia e infermieri di comunità, il Cup, assistenza medica di prossimità, il Pua (ovvero il punto unico di accesso sanitario e amministrativo), uno sportello e uffici per servizi socio-sanitari come assistenza sociale, prevenzione e assistenza domiciliare e al piano terra ulteriori locali per la continuità assistenziale ma anche altri servizi sociali comunali.

Tutt’attorno, per oltre mille e cinquecento metri quadri, sorgeranno parcheggi per auto e biciclette e un’ampia zona verde. L’intera area è stata messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Firenze.

Per realizzare il nuovo edificio – finanziato per 2 milioni e 500 mila euro con risorse del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, ed altri 500 mila euro del Fondo complementare regionale – sono stati investiti complessivamente quattro milioni e 120 mila euro. I lavori saranno completati entro febbraio 2026, in poco più dunque di dodici mesi.

“Le case di comunità sono la vera e propria riforma sanitaria che ci permetterà di accrescere i servizi a disposizione dei cittadini sul territorio – commenta Giani – ed offrire rapporti e interlocuzioni con il sistema sanitario moderne, efficaci e di partecipazione: una riforma, nazionale, che si è ispirata al modello della case di salute toscane ed emiliane. Le case di comunità sono infatti case della salute più diffuse, con maggiori servizi e requisiti più strutturati e il ministro Speranza di questo modello fece tesoro e rimase molto colpito quando, in piena pandemia da Covid, visitò la Casa della salute proprio a Firenze alle Piagge”.

“Da qui ad un anno – prosegue Giani – sarà pronta anche la Casa della comunità di viale Europa, tra le più grandi che andiamo a realizzare, ma ci sarà anche sul Lungarno Santarosa, c’è già in viale Morgagni e ci sarà a Novoli”. “Perché – annuisce Giani – è evidente che la case di comunità possono essere utili non solo nei borghi sparsi o nei comuni montani ma anche nelle città, all’interno magari di quartieri densamente abitati”. “Nelle case di comunità – conclude – un cittadino potrà trovare il medico di famiglia, il proprio o un professionista che con il proprio lavora in associazione, evitando di recarsi al pronto soccorso o in ospedale; ma avrà anche la possibilità di svolgere i primi esami, un prelievo, un’ecografia ed altri controlli di diagnostica di base.

“Partono i lavori per la realizzazione di un servizio importante, molto sentito e richiesto dai cittadini – dice la sindaca di Firenze, Sara Funaro -. Sappiamo benissimo infatti che in questa zona c’era bisogno di avere presidi sanitari e sociosanitari: per questo abbiamo svolto un lavoro congiunto con la Regione e l’azienda sanitaria per arrivare a questo obiettivo, ovvero la prima casa di comunità in viale Europa”. “Qui le persone – aggiunge – troveranno sia servizi sanitari messi a disposizione dalla Asl Toscana Centro, sia servizi sociosanitari. L’obiettivo è fare in modo che i cittadini possano avere a disposizione un luogo unico a cui rivolgersi: in questo modo ottimizziamo, semplifichiamo e diamo forma a quella prossimità sempre più necessaria, ancora di più in una zona come questa dove la presenza degli anziani è molto alta”. “Su questo pezzo di città – conclude – c’è un impegno molto importante: la tranvia, il parcheggio scambiatore e ora la casa di comunità”.

In tutta la Regione sono 77 le case di Comunità che nascerano grazie al Pnrr: costruite ex novo, ristrutturate o allargate rispetto ai precedenti distretti sanitari. Accanto alle case di comunità ci saranno gli ospedali di comunità per le cure intermedie, ventiquattro quelli finanziati con il Pnrr: al momento sono tre gli ospedali di comunità operativi nell’Asl Toscana Centro (a Firenze, Prato e Pistoia) e altri sei lo saranno nei prossimi mesi (a Borgo San Lorenzo, Figline, Monsummano Terme, Signa, San Miniato e Castefiorentino).

L’ultimo tassello delle rivoluzione della nuova sanità territoriale sono le trentasette centrali operative territoriali (Cot) distribuire in tutte la regione, già tutte operative, che funzioneranno come una cabina di regia smistando percorsi e bisogni in base alle esigenze, in modo integrato e semplificando, per i cittadini, procedure a volte ostiche: non solo in uscita dagli ospedali per pazienti che hanno bisogno di cure intermedie, ma anche in entrata, dai territori agli ospedali o tra i vari servizi del territorio.

“La Regione Toscana continua ad andare avanti e a rispettare i target del Pnrr – sottolinea l’assessore al diritto alla salute della Toscana, Simone Bezzini -. Quando saranno finite le opere finanziate con il piano nazionale di ripresa e resilienza la Toscana avrà un potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale. L’esempio è la casa di comunità che sorgerà qui in viale Europa a Firenze, dove da anni c’era una richiesta di maggiori servizi. Ovviamente tutto ciò, oltre ad edifici e locali, richiede organizzazione, personale ed anche una strutturazione tecnologica. Un esempio è la telemedicina, che aiuterà a garantire servizi diffusi e di prossimità e la Toscana, da questo punto di vista, sarà tra le prime regioni in Italia a inaugurare a metà 2025 la piattaforma”.

“La casa di comunità – evidenzia l’assessore al welfare di Firenze, Nicola Paulesu – è un modello di sanità territoriale che permette di intercettare al meglio i bisogni dei cittadini e dare risposte efficaci integrando le competenze del pubblico con quelle delle tante organizzazioni che operano sul territorio, in un rapporto sinergico che vogliamo sempre di più valorizzare e promuovere. In questo modo mettiamo in campo un ulteriore tassello di una rete di servizi di prossimità, che guarda alle esigenze dei cittadini, giovani e anziani e di tutte le persone che esprimono un bisogno di assistenza”. “Una struttura – conclude – molto attesa in questa parte di città”.

“Il fiore all’occhiello di questa casa di comunità fiorentina – conclude il direttore dall’Asl Toscana Centro, Valerio Mari – è proprio l’integrazione tra servizi sanitari e servizi comunali. Questi presidi nascono per garantire una prima risposta ai bisogni di salute dei cittadini, ma anche con l’ambizione, in molti casi, di chiudere il cerchio e permetter e la risoluzione del problema grazie alla presenza di una diagnostica di base e specialisti”.

Bagno a Ripoli Firenze
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Redazione

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