Via libera al parco eolico del Monte Giogo di Villore: ieri respinti i ricorsi presentati da Italia Nostra e Comune di San Godenzo contro la realizzazione dell’impianto mugellano. Il TAR ha infatti giudicato il ricorso “improcedibile, inammissibile e infondato”, confermando così la validità dell’iter autorizzativo svolto per la struttura.
Di seguito le reazioni degli attori coinvolti; questa l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni:
La sentenza del Tar toscano ha riconosciuto la correttezza del procedimento condotto dagli uffici regionali, rilevando in particolare che è stata svolta una corretta ponderazione degli interessi pubblici, ritenuti prevalenti. Ringrazio dunque i nostri tecnici per l’efficace lavoro svolto. Il giudizio espresso dal tribunale amministrativo regionale considera sia gli studi e le elaborazioni effettuate dall’azienda che ha proposto l’impianto, sia le misure di mitigazione e monitoraggio e le misure prescrittive imposte in sede di Conferenza dei servizi. Dunque il parco eolico di Monte Giogo di Villore sarà realizzato e questa è una buona notizia per la salute dell’ambiente e per la lotta ai cambiamenti climatici. Chi contrasta lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili fa un danno all’ambiente e a quello stesso paesaggio che dice di voler difendere. Questa sfida epocale non può essere rinviata e passa unicamente dalle scelte sostenibili e lungimiranti che compiamo oggi
Questo invece quanto riportato da Italia Nostra e CAI sezione Firenze:
La sentenza del Tar toscano del 10 gennaio respinge il nostro ricorso e quello del Comune di San Godenzo contro l’autorizzazione all’impianto eolico Giogo di Villore con motivazioni che lasciano intatte le ragioni di sostanza per cui ci siamo opposti a questo intervento di pesante impatto ambientale.
Il ricorso di Italia Nostra e del Club Alpino Italiano è stato neanche esaminato nei suoi contenuti di merito, solo in parte coincidenti con quelli del ricorso del Comune di San Godenzo; il collegio giudicante infatti ha dichiarato il ricorso di Italia Nostra e del Club Alpino improcedibile per essere stato presentato mentre l’autorizzazione era sospesa. Su questa interpretazione del Tribunale cercheremo di fare chiarezza nei prossimi giorni e di valutare se sono possibili passi legali per ottenere una giustizia più sostanziale.In questa vicenda peraltro siamo stati consapevoli fin dall’inizio che il ricorso alla Giustizia amministrativa non è la via maestra per correggere scelte che riteniamo profondamente sbagliate. Il Tribunale Amministrativo per sua competenza valuta, se pure entra in merito, solo la presenza di omissioni e illogicità, ma non censura la sostanza delle valutazioni tecniche, si limita a controllare che queste ultime siano presenti. Le valutazioni tecniche poi sono influenzate da scelte politiche che stanno a monte e da un quadro normativo europeo e nazionale tutto a favore delle energie rinnovabili, individuate semplicisticamente come la panacea della crisi climatica, e dei gruppi industriali privati che le installano e le sfruttano. In questo clima è difficile ottenere procedure autorizzative che realizzino davvero il bilanciamento degli interessi.
Nonostante ciò, abbiamo considerato un nostro dovere e un esercizio di democrazia partecipare a tutte le fasi di questa procedura autorizzativa e affrontare lo sforzo del ricorso, con l’appoggio economico e morale di tanti cittadini, in difesa di interessi non nostri ma pubblici, a difesa del patrimonio dei beni comuni.
Il ruolo auspicabile degli Appennini e del Mugello nella transizione ecologica non può essere quello di produrre energia industriale a prezzo dell’aggravamento degli equilibri idrogeologici e ambientali, di una ulteriore perdita di biodiversità e bellezza, di una ulteriore cementificazione del suolo e di gravi danni all’ambiente.
Oggi è un giorno nero per la natura toscana e italiana. Ma la resistenza alla colonizzazione industriale di natura e paesaggio non finisce con questa sentenza, anzi è appena iniziata.
Questo il commento del sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa:
“Prendiamo atto della sentenza del Tar, che si è pronunciato in modo netto sull’iter autorizzativo della Regione. Ora avanti con l’intervento, si proceda nei tempi stabiliti del cronoprogramma, con attenzione massima all’ambiente e i ripristini dell’area interessata come chiesto e previsto. Dal Mugello contribuiamo alla transizione energetica green della Toscana e dell’Italia, per un domani più sostenibile”.
Infine il parere anche dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze:
“Gli impianti eolici possono essere compatibili con l’ambiente e con il paesaggio se ben progettati”.
A dirlo è Stefano Corsi, coordinatore della commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze, dopo la sentenza del Tar che ha respinto i ricorsi contro il progetto di un parco eolico a Villore, nel Mugello.“In Italia un iter autorizzativo può durare anni e capita anche che un progetto con valutazione di impatto ambientale sia rimesso in discussione. Tutto questo – dice Corsi – produce ritardi nella transizione energetica alle fonti rinnovabili, così nel frattempo si continua a produrre con fonti fossili. L’Italia rimane indietro rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea e ai propri programmi nella realizzazione di impianti a fonti rinnovabili: nel 2023 dovevano essere realizzati nuovi impianti per 9-10 GW, invece ne sono stati realizzati meno della metà”.
“L’attenzione alla compatibilità territoriale è giustissima – conclude Corsi – ma se si traduce in un no a priori rischia di essere sterile. Peraltro utilizzare le previste forme di partecipazione alla definizione di migliori misure di mitigazione ambientale consentirebbe di avere progetti migliori sotto tutti i punti di vista”.
