“Il Mugello in questi anni ha rafforzato gestioni e funzioni: se continueremo su questa strada l’Unione si rafforzerà, anche rispetto al confronto con la Regione”. A dirlo alla Nazione è il presidente uscente dell’Unione dei Comuni del Mugello Paolo Omoboni, che dal primo settembre lascerà l’incarico, come previsto dalla rotazione triennale stabilita per la guida dell’ente.
Sull’importanza del ruolo dell’Unione Omoboni dice: “Quando l’ondata populista del tempo decise di eliminare le Comunità montane fu fatto un errore. Oggi le Unioni sono enti volontari, ogni Comune può decidere se starci dentro o meno, e questa è una debolezza”.
“Il Piano strutturale intercomunale per gli otto comuni dell’Unione è stato un atto rivoluzionario che nel prossimo mandato abbiamo il dovere di approvare – prosegue Omoboni – Sono stati importanti anche gli investimenti sul patrimonio forestale e sulla manutenzione dei fiumi con il Consorzio di bonifica, così come il mantenimento dell’attuale dimensionamento scolastico“.
Riguardo a quali aspetti lavorare per il futuro il presidente uscente immagina un “territorio che dovrà essere attrattivo per chi produce, lavora o viaggia nelle due città metropolitane di Firenze e Bologna, di cui siamo la ‘Terra di mezzo’. Per fare questo dobbiamo far parlare il mondo della formazione e quello delle imprese, dobbiamo migliorare i collegamenti con Firenze. Sullo sviluppo turistico abbiamo un potenziale enorme da valorizzare. E dovremo realizzare il progetto di piste ecoturistiche che collegherà il nostro territorio alla Valdisieve”.
