Il Tar della Toscana ha sospeso in via cautelare ed urgente il provvedimento della Regione di revoca dell’autorizzazione dell’impianto di produzione di conglomerati bituminosi di Massorondinaio, che dunque può ripartire. E’ stato così accolto il ricorso della Bindi Spa ed è stata disposta l’immediata riapertura dell’impianto e la presentazione entro 60 giorni di un nuovo progetto. Ne parla stamani La Nazione, che riporta anche le reazioni arrivate in seguito a questa decisione.
Per l’AD dell’azienda Giovanni Baecchi «la Bindi si è sempre mostrata sensibile ai problemi ambientali e anche in questo caso, per venire incontro ai residenti, aveva presentato un rilevante progetto di mitigazione dell’impatto odorigeno che la Regione tuttavia non ha voluto nemmeno esaminare. Nonostante l’assenza di dialogo da parte della Regione – prosegue Baecchi – abbiamo invece riscontrato un diverso e apprezzabile comportamento del Comune di Scarperia e San Piero, che, pur facendosi sempre carico delle richieste dei residenti, ha autorizzato il progetto di mitigazione odorigena». Per il comitato di Massorondinaio opinione diversa: «A noi cittadini non pare di essere stati tutelati. I giudici del collegio hanno riconosciuto l’esistenza di emissioni da convogliare, tuttavia con nostro grande stupore hanno accordato la sospensiva alla revoca e hanno permesso alla Bindi di proseguire il lavoro per ulteriori due mesi. Entro questi due mesi Regione, Arpat e Bindi dovranno concordare un progetto per eliminare le emissioni diffuse al fine di proseguire l’attività e di salvaguardare ambiente e salute».
