Solo con l’insediamento del Governo Draghi abbiamo imparato a confrontarci con un Ministero che fino ad allora ci era sconosciuto, il Ministero della transizione ecologica.
E sul momento erano tantissimi, me compreso, che ignoravano cosa si celasse dietro quelle due parole, transizione ecologica.
Qualche mese più tardi ha cominciato a circolare una voce che
annunciava, per la fine 2021 inizio 2022 un lievitare dei prezzi dell’energia, e la “questione” Russia-Ucraina ancora non era alle viste, quando poi si è palesata questa crisi ai confini dell’Europa, in tanti ne hanno approfittato per giustificare, in alcuni casi, il raddoppio delle bollette.
Omettendo in questo caso, che in parte se non completamente, il tutto dipende da scelte, e non scelte, che arrivano da tempi lontani.
Ora prepotentemente sono tornate alla ribalta le fonti di energie alternative, a gas e petrolio, ma nella situazione attuale, anche un repentino cambio di rotta, al momento risulterebbe tardivo.
Nonostante ciò, è di questi giorni la notizia che in zona vanno riformandosi, comitati contrari all’impianto eolico sul giogo di Villore fra i comuni di Vicchio e Dicomano.
Possiamo continuare così, in modo ondivago, a trattare la questione energetica per il nostro Paese?
Possibile che il “passato” ancora non ci abbia insegnato nulla in merito alle battaglie dei vari comitati, che di volta in volta si
ergono, come i paladini dei territori?
Stefano Galli si rivolge ai nostri opinionisti: Massimo Biagioni, Giuseppe Matulli, Alessandro Scipioni, Michele Ventura, Massimo Mattei.
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