“E’ una giornata storica, quelle di oggi, nella nostra battaglia quotidiana contro il Covid. La Toscana è tra le prime Regioni italiane a somministrare, per la prima volta, i vaccini AstraZeneca. La nostra è una corsa contro il tempo. Agiamo con tempestività, e quando ci vengono consegnate le nuove forniture di vaccino, non perdiamo neppure un minuto. Il 4% della popolazione ha già la copertura vaccinale, ma occorre fare di più e fare ancora più in fretta, per contrastare la diffusione del virus e arrivare il prima possibile all’immunità di gregge. Al presidente Draghi, che si insedia, chiedo di acquistare più vaccini possibili per i nostri cittadini”.
Così ieri il presidente, Eugenio Giani, al Mandela Forum di Firenze, dove si è recato nel primo pomeriggio, per l’avvio della campagna di vaccinazione con il siero di AstraZeneca, che ha interessato vari punti vaccinali, attivati in contemporanea in tutta la Toscana. All’inaugurazione delle postazioni vaccinali, allestite al Mandela Forum, erano presenti, fra gli altri, l’assessore alla Protezione civile Monia Monni, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, il presidente della terza Commissione Sanità, Enrico Sostegni, il sindaco del Comune di Firenze, Dario Nardella, i vertici aziendali della Asl centro tra cui il direttore generale Paolo Morello Marchese, il presidente della Fondazione Cr Firenze, Luigi Salvadori, che sostiene la struttura del Mandela, dove, da ieri a domenica prossima, si sono prenotate ben 3.330 persone, di cui 500 solo ieri.
“Quello che siamo riusciti ad attivare oggi – aggiunge l’assessore alla sanità, Simone Bezzini, dal Centro Fiere di Arezzo, dove si è recato per l’avvio della campagna vaccinale con le dosi di AstraZeneca, arrivate in Toscana solo due giorni fa – è il risultato di uno sforzo straordinario di tutti gli operatori dell’intero sistema sanitario regionale, che ringrazio per l’infaticabile impegno. Sono giorni molto intensi. Ciò che stiamo facendo è qualcosa di nuovo per tutti e di epocale, non esistono precedenti a cui fare riferimento. Stiamo lanciando la più grande sfida al Coronavirus, in un campo di gioco dove nessuno si è mai misurato prima”.
Alcuni dati al momento disponibili
Dall’11 febbraio a domenica prossima 14, saranno vaccinati, in Toscana, 14.776 persone con il siero prodotto da AstraZeneca, di cui il 73% donne e il 27% uomini, così distribuiti: 6.900 nella Asl Centro, 4.876 nei territori di competenza della Nord Ovest, e 3.000 nella Sud Est.
Per venerdì 12 febbraio si sono prenotate 3.356 persone; per sabato 13 febbraio 3.376 e per domenica 14 febbraio 6.064.
Chi potrà vaccinarsi
I soggetti di età compresa tra i 18 e gli under 55 anni (ossia coloro che hanno massimo 54 anni e 364 giorni come da circolare ministeriale) appartenenti alle seguenti categorie:
Personale scolastico e universitario, docente e non docente, di ogni ordine e grado;
Forze armate e di Polizia (Forze armate, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Polizia municipale, Polizie locali, ecc.).
Con le prossime forniture settimanali saranno riaperte nuove agende di prenotazione e coinvolte altre categorie, che rientrano in questa fase come quella dei servizi essenziali, nel rispetto delle indicazioni nazionali.
Quando
La somministrazione delle prime dosi di vaccino AstraZeneca è prevista nei giorni di giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 febbraio (dalle ore 14 alle 19), e domenica 14 febbraio (dalle 8 alle 13).
Dove
In alcuni punti vaccinali, individuati nei territori di competenza delle tre Asl toscane (Centro, Nord Ovest, Sud Est), per l’avvio della prima fase della vaccinazione con il nuovo siero AstraZeneca come riportato QUI.
Vaccinazione con dosi Pfizer-BioNTech
Continua a procedere con regolarità la somministrazione dei vaccini Pfizer per gli operatori sanitari e socio-sanitari grazie alle 31.590 dosi, arrivate in Toscana lo scorso 9 febbraio e subito prenotate ad apertura delle agende, richiuse per esaurimento di posti disponibili.
Vaccinazione over 80 anni
Gli anziani ultraottantenni saranno vaccinati a partire da lunedì 15 febbraio e saranno contattati dal proprio medico di famiglia.
Intanto ieri i rappresentanti dei medici di medicina generale hanno firmato il pre-accordo che li vedrà impegnati nelle vaccinazioni per il Covid-19: da subito per gli ultraottantenni e successivamente magari per i toscani più giovani ma a rischio o giudicati fragili per via di particolari patologie. La Toscana è la prima a farlo. L’intesa – per la Regione c’era l’assessore Bezzini – è stata sottoscritta al momento da Fimmg e Snami, rappresentati da Alessio Nastruzzi e Alessio Lambardi. Altre sigle potranno aggiungersi nei prossimi giorni.
I medici di famiglia vaccineranno i loro pazienti nei propri studi oppure in strutture idonee individuate e messe a disposizione dalle aziende sanitarie. Le vaccinazioni, non obbligatorie (e per cui serve pertanto un consenso) ma fortemente consigliate, saranno programmate durante la settimana e potranno essere svolte anche a domicilio, tenuto conto delle condizioni del paziente.
Gli over 80 si vaccinano al momento con Pfizer-BioNTech o Moderna. Si partirà da lunedì 15 febbraio, gradualmente per poter ben oleare tutti i meccanismi, e i medici potranno garantire capillarità sul territorio, conoscenza dei propri assistiti e rapporto personale: tre indiscutibili valori aggiunti. Il vaccino e tutto il materiale necessario, compresi i dispositivi di protezione individuale e i farmaci per contrastare eventuali reazioni allergiche importanti, saranno distribuite presso le farmacie convenzionate e da lì ai medici, che sui loro computer avranno un cruscotto con evidenziati tutti gli ultraottantenni tra i propri assistiti. L’agenda terrà conto delle dosi in quel momento disponibili. La prenotazione del richiamo, a 21 o 28 giorni a seconda del vaccino, sarà elaborata in automatico dal sistema. Per le prime tre settimane saranno garantiti almeno sei dosi ogni sette giorni per ciascun medico.
“Dobbiamo ringraziare tutti questi professionisti per la disponibilità, la responsabilità e la collaborazione” commentano il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore alla salute Simone Bezzini. “I nostri sforzi sono tutti protesi – aggiungono – a dar vita alla migliore campagna vaccinale possibile e portare il vaccino il più vicino al cittadino. L’obiettivo finale è garantire la copertura vaccinale di tutta la popolazione toscana”. E per questo si lavora in contemporanea su più fronti: quello, partito per primo, degli operatori sanitari e socio-sanitari e del personale e degli ospiti delle Rsa (per quest’ultimi la vaccinazione è quasi completa, anche con i richiami), quindi il personale delle scuole e delle università e le forze armate e di polizia tra 18 e 55 anni, come indicato dal Governo e le cui vaccinazioni, con AstraZeneca, sono partite oggi. Da lunedì, per l’appunto, sarà la volta degli ultraottantenni. Un anno fa, dati Istat, erano complessivamente oltre 320 mila i residenti toscani ricompresi in questa fascia di età, l’8,68 per cento dell’intera popolazione.
“La Toscana è la prima e finora unica regione in Italia ad aver scelto di vaccinare questi anziani con i medici di medicina generale – sottolinea ancora l’assessore Bezzini – : una scelta ambiziosa e un lavoro che ha richiesto settimane di confronto e messa a punto delle procedure. Un percorso non banale”. “ Si inizierà gradualmente – aggiunge – e la prossima settimana sarà una prova generale”. “Sul fronte delle vaccinazioni – chiarisce, ancora – la Toscana sta procedendo speditamente e sarà un cammino progressivo per la poche dosi al momento disponibili e i tempi frazionati di consegna. Ma siamo fiduciosi”.
Si parte. E l’accordo non guarda solo al presente, ma anche al futuro della riorganizzazione del sistema sanitario territoriale. “C’è pure questa ambizione” confessa l’assessore. I medici di famiglia, si ricorda nel preambolo del pre-accordo, hanno consentito durante la recente campagna di vaccinazione antinfluenzale di realizzare una copertura mai raggiunta. Un successo su cui riflettere e di cui far tesoro. “Il prossimo accordo integrativo regionale – auspica Bezzini – non sia solo un pezzo di una trattativa sindacale ma anche il punto di inizio e un passo in avanti verso una riorganizzazione e una nuova idea della sanità territoriale della nostra regione”. Investendo ad esempio su strumentazione diagnostica di primo livello da mettere a disposizione dei medici, per fare degli ambulatori, in sinergia con gli altri attori del servizio socio-sanitario, veri presidi di prossimità nell’assistere una popolazione sempre più anziana e con più patologie. Un tema, anche questo, che l’emergenza sanitario ha posto in evidenza.
Fonte: ufficio stampa Regione Toscana
