A tre giorni da lunedì 18 maggio in Toscana il quadro delle riaperture delle attività commerciali è ancora tutto da definire. Di certo c’è quanto espresso dal presidente della Regione Enrico Rossi ieri in videoconferenza per il Consiglio regionale, motivando la linea della prudenza e gli ostacoli ancora da chiarire: “Non si può dire che i nuovi casi positivi in Toscana sono pochi e che dunque è tutto risolto. Siamo ben distanti dal contagio zero e ci aspettiamo ancora di capire come le riaperture del 4 maggio scorso abbiano inciso sul quadro epidemiologico. Io non tendo ad attribuire la ripartenza ad un giorno e basta, mi sembrerebbe da un lato rischioso, perché rischia di produrre assembramenti, dall’altro manderemmo ai cittadini il messaggio di una sorta di bomba libera tutti. Ho bisogno di capire cos’è che il governo decide, al momento abbiamo qualche linea guida, ma non l’abbiamo ancora su tutto. Poi ancora bisogna che venga fatto il disegno di legge e stabilisca come la regione Toscana si colloca all’interno della graduatoria nazionale delle regioni che possono o non possono riaprire”.
Questa mattina le associazioni di categoria hanno in programma altri incontri per saperne di più sul calendario. Le carenze in fatto di linee guida nazionali creano stallo, tant’è che soprattutto per la ristorazione si parla di un’apertura ritardata, non il 18.
La Nazione riporta che Rossi formalizzerà la decisione definitiva dopo l’incontro con il governo previsto per oggi. La sua intenzione sarebbe quella di scaglionare le riaperture in 3 weekend fino al 30 maggio.
Nel calendario ipotetico potrebbe avvenire entro lunedì 18 la riapertura dei negozi al dettaglio, di parrucchieri ed estetisti. Ristoranti e bar scalerebbero al fine settimana successivo, quello del 23 maggio. Il 30 potrebbe toccare agli alberghi.
