Il vicepresidente di Assopellettieri con delega al Distretto Toscano Andrea Calistri è stato ospite questa mattina su Radio Sieve, dove ha ribadito l’appello che proprio in questi giorni ha lanciato: “Da lunedì, almeno la modelleria e la prototipia del comparto pellettiero toscano devono ripartire, altrimenti ci avviamo verso un punto di non ritorno. Stiamo lasciando che altri territori erodano terreno a un distretto da primato mondiale come quello toscano. E non possiamo permetterci perdite“. Ha chiesto quindi che possano riprendere alcune delle attività del settore al più presto, per non rischiare di compromettere la stagione lavorativa. Altrimenti il rischio è che le richieste di mercato possano riversarsi su altri Paesi e perdere quindi un indotto importante che riguarda non solo la pelletteria, ma anche i settori ad essa collegati come: la meccanica di precisione, l’industria tessile ed altre attività correlate.
“Giorno dopo giorno le nostre realtà registrano perdite sia in termini di fatturato che di competitività e visibilità – spiega Calistri – I grandi gruppi sono già in riapertura. Se non avranno risposta dalle nostre imprese potrebbero decidere di delocalizzare le attività a favore di distretti produttivi esteri. Nessuno ci aspetta. Chi comanda è il mercato e gli altri Paesi, Spagna e Francia in particolare, sono più veloci. Per questo almeno la prototipia e la modelleria lunedì devono riaprire, in modo da poter realizzare i campionari per la primavera/estate 2021. Altrimenti a novembre saremo di nuovo tutti fermi. In Toscana, come abbiamo già detto, siamo pronti – aggiunge Calistri -. Abbiamo un piano strutturato frutto di un minuzioso lavoro fatto con la Regione, proprio per dare alle imprese la possibilità di ripartire in sicurezza. E di poter rientrare prima che i giochi siano fatti. Per questo auspichiamo che il Governo scelga di seguire la strada delineata dal presidente Rossi e decida di dare il via libera alla riapertura anticipata della filiera moda. Subito dopo si dovrà capire come sostenere le aziende negli investimenti necessari a garantire sul lungo periodo la sicurezza sul lavoro dal punto di vista sanitario”.
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