Si allarga l’inchiesta sulla gara regionale che ha assegnato il trasporto pubblico locale ad Autolinee Toscane, costola italiana dei francesi di Ratp che già esercitano il servizio tramviario fiorentino tramite Gest. Secondo quanto riportano stamani i quotidiani anche il governatore Enrico Rossi è indagato per turbativa d’asta: il suo nome si aggiunge, sul registro, a quello di due funzionari della Regione e a quattro membri della commissione giudicante che ha assegnato l’appalto ad Autolinee Toscane, che partecipava in concorrenza a Mobit, il consorzio di cui fanno parte molte aziende toscane che attualmente gestiscono il tasporto pubblico su gomma. Lo stesso Rossi, in un lungo post, questa mattina ha confermato di essere indagato: “Per quanto mi riguarda l’accusa è di avere rilasciato, il 13 novembre 2015, dichiarazioni sull’esito provvisorio della gara, prima della sua conclusione formale. In realtà, coloro che hanno presentato l’esposto nascondono il fatto che la notizia già da un mese era di pubblico dominio e che la stampa e le agenzie nazionali l’avevano ampiamente riportata, poiché la seduta della commissione per l’apertura delle buste era stata pubblica, come prevede la legge, e quindi tutti erano a conoscenza del risultato”. Il governatore annuncia il contrattacco: “Le accuse sono infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori a cui consiglio di prepararsi a pagare per le loro diffamazioni”. E ancora: “I diffamatori comunque non sono riusciti a intimidirci né a fermarci con i loro ricorsi amministrativi o penali”. Proprio i ricorsi amministrativi promossi da Mobit, pur confermando l’assegnazione, hanno ritardato effettivamente il passaggio di consegne ai francesi: “Almeno quattro anni”, scrive Rossi, lamentando “un danno alle casse regionali di due milioni di euro per ogni mese, e impedendo ai cittadini di beneficiare da anni di un trasporto pubblico locale moderno e con autobus nuovi”.
