Ai microfoni di Radio Sieve è intervenuto l’assessore regionale alla mobilità Vincenzo Ceccarelli per parlare di come sarà riorganizzato il trasporto pubblico locale in vista della cosiddetta fase 2, dal 4 maggio: “La riorganizzazione deve avvenire seguendo quelle che sono le esigenze di ripartenza, speriamo il prima possibile, delle aziende, e a settembre delle scuole e dell’università. Quindi dovremo lavorare per prevedere un’offerta che via via cresca a secondo delle esigenze e del numero dell’utenza, rispettando prima di tutto le norme sanitarie. Intanto le misure sui treni in una prima fase saranno quelle del distanziamento di un metro, poi vediamo cosa sarà possibile fare relativamente all’utilizzo dei dispositivi di protezione e cosa prevederanno le linee guida che il ministero sta preparando. Probabilmente andando avanti in una prima fase il distanziamento rimarrà, in una seconda fase speriamo che non sia necessario, se ovviamente saranno obbligatorie mascherine e guanti monouso e se ci sarà la possibilità di avere accesso al disinfettante attraverso dispenser. Questo presuppone ovviamente che la capacità dei mezzi, sia dei treni sia degli autobus e dei pullman, sarà molto inferiore rispetto alla capacità ordinaria e quindi avremmo la necessità o di avere più mezzi, ma questo non è semplice e poi dovremmo fare i conti anche con le disponibilità economiche, oppure di avere una rimodulazione degli orari delle scuole, dell’università e delle aziende. Questo per non concentrare tutto nelle stesse ore, che sono quelle delle fasce pendolari (la mattina dalle 7-7:30 alle 9 ed il pomeriggio dalle 17-17:30 alle 19). Ovviamente con le nuove norme di tutela della salute pubblica non è possibile che i mezzi possano soddisfare l’utenza, che in una prima fase probabilmente non sarà quella di prima, ma che via via tornerà a crescere.
Chi regolerà eventualmente gli accessi? Questo è uno dei temi che deve essere confrontato e possibilmente risolto. Intanto occorrerà un fortissimo senza responsabilità civica, per cui se in un vagone o su un bus c’è un numero sufficiente di persone ed una rimane a terra, questa si dovrà mettere nella logica di aspettare quello successivo. Vediamo poi con le aziende se è possibile utilizzare del personale che attualmente è in cassa integrazione o se saranno disponibili le forze dell’ordine”.
