Barriere fonoassorbenti per fermare l’inquinamento acustico causato dal passaggio dei treni, in particolare di quelli merci durante la notte, nella frazione di Compiobbi.
E’ quanto richiesto ad RFI tramite il Comune da alcuni cittadini della frazione fiesolana che abitano soprattutto in via Polifermo a margine della linea ferroviaria e che hanno difficoltà a riposare a causa del passaggio dei convogli e delle vibrazioni. Ne parla oggi il quotidiano La Nazione. Non solo il rumore, ma anche una questione di sicurezza viene sottolineata dai residenti.
Una richiesta non nuova e che risale ad almeno 20 anni fa quella dei cittadini, ma passi concreti non ce ne sono stati, nonostante una relazione certificasse il superamento dei limiti di legge.
Anni fa Ferrovie comunicò ai cittadini che l’intervento non sarebbe potuto essere realizzato che nel periodo 2016-2020. “Visto che il quadriennio è in scadenza, vorremmo sapere a che punto siamo”, dicono i residenti.
Uno di loro è Maurizio Landi, che abbiamo intervistato:
“Il condominio di via Polifemo è formato da 70 villette a schiera e più di una fila di abitazioni confina con la ferrovia. Appena furono costruite le case iniziammo un iter per avere le barriere, finché siamo arrivati ad avere un piano di contenimento nel 2002 continuamente rinviato da RFI. Ci siamo addirittura dovuti accollare 1500 euro di spesa a livello condominiale per essere inseriti nel piano, perché le Ferrovie si erano basate su una planimetria che non prevedeva questo insediamento abitativo. La perizia acustica in pratica l’abbiamo realizzata a nostro carico.
E’ un problema acustico soprattutto la notte con il transito di treni merci fino alle una e dalle 5 del mattino. Si dorme male ed il pavimento vibra. C’è poi un problema di sicurezza perché la linea è più alta della case.
Ci sono inoltre degli alberi secchi che affacciano sulla linea e se uno di questi cadesse e causasse un deragliamento potrebbe anche verificarsi una tragedia tipo Viareggio.
Il primo piano di RFI prevedeva l’intervento nel 2011-2012, poi entro il 2020, che è alle porte. Ci siamo quasi e nessuno ci dice niente”.
Di seguito l’intervista audio
