Polemiche, minacce ed insulti: il sindaco di Pontassieve Marini risponde così

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Negli scorsi giorni molti messaggi con minacce di morte e di violenza, oltre ad insulti sessisti erano apparsi sulla pagina FB del sindaco di Pontassieve Monica Marini.
A scatenare la furia degli haters e la tempesta di fango è stata la condivisione del primo cittadino di un post dell’Associazione Pontassieve Futura prima dell’arrivo di Salvini a Pontassieve, in cui il leader della Lega veniva definito “ospite sgradito” nella cittadina della Valdisieve.
Ecco come ha risposto, a distanza di qualche giorno Marini alle polemiche e agli insulti:

Scrivo solo oggi sulla vicenda della scorsa settimana, e lo faccio perché voglio esprimere tutta la mia vicinanza a Monia Monni, vittima ieri di offese sessiste su facebook ad opera di un consigliere della Lega del Comune di Scandicci.
Come sapete, nei giorni scorsi, dopo la visita del Senatore Salvini a Pontassieve, mi sono trovata – su tutti i miei social, istituzionali e privati – sommersa di insulti, offese e minacce. “Sgualdrina comunista” “ti rovino” “crepa baldracca”, sono solo alcune delle parole che mi sono state rivolte. Quanto subito da me e Monia in questi giorni, è solo un esempio di ciò che tante donne sono costrette a subire perché esprimono la propria idea, perché prendono posizione, e ci mettono la faccia. Mi si è accusata di non essere il sindaco di tutti i cittadini, perché sul mio profilo privato (e non sulla pagina istituzionale) ho condiviso un post con la posizione presa da un gruppo politico che mi sostiene, ribadendo che Pontassieve è un luogo dell’accoglienza e dell’inclusione, in cui con la lotta di Resistenza sono state scritte pagine importanti della nostra Costituzione, è un luogo che crede nel principio dell’uguaglianza e in un’Europa dei cittadini e coltiva ogni giorno quei valori che una certa destra non solo non riconosce, ma denigra.
Mi scuso se qualcuno si è sentito non rappresentato, ma credo di aver dimostrato negli anni e con i fatti di essere sempre stata attenta alle esigenze e le istanze di tutte le parti politiche e di tutti i cittadini.
Un Sindaco deve amministrare la propria comunità e difendere quei valori fondamentali che la rappresentano. Se così non deve più essere, forse allora conviene non eleggere più i Sindaci e sostituirli con dei bravi funzionari pubblici.
Confesso che la cosa che mi ha ferita di più non sono state le offese pesanti e le minacce di morte, rivoltemi da persone sconosciute, spesso nascoste dietro profili falsi. Mi ha ferita molto di più leggere i commenti che lasciano ad intendere che, insomma, un po’ me la sono cercata da parte di chi oramai ritiene che la giusta e libera espressione del proprio dissenso, in modo civile e senza offendere, sia una provocazione da evitare. Da chi preferisce tacere invece che indignarsi per tutto l’odio che viene diffuso ogni giorno. Temo che a forza di stare zitti, ci affogheremo in questo odio.
Sono stati giorni dolorosi, per me, per il mio compagno, per i miei genitori, per chi mi è vicino ogni giorno e per chi con me collabora, perché nonostante tutto, la sensazione di essere piccoli di fronte a tanta violenza è forte.
Ha ragione Monia nel rivendicare il suo essere arrabbiata, “perché questi individui non devono trovare spazi”, e non devono trovarli nemmeno sui social, che sempre più in queste occasioni, dimostrano di non esser fatti per la riflessione e il confronto, ma piuttosto per puntare il dito e rendere lo spazio pubblico una gogna. Per questo, in questi giorni, mi sono concentrata sugli impegni e sul lavoro da fare per amministrare il mio Comune, perché per contrastare questo imbarbarimento, l’arma migliore che abbiamo è lavorare con determinazione e ricercare sempre un confronto, riportando la politica nel mondo reale. Per questo non ho commentato fino ad oggi qui su facebook, ma ho sentito la necessità di affidare le mie parole e le mie riflessioni a quei luoghi della democrazia, fondamentali e spesso messi in secondo piano, che sono gli organi di stampa: i social sono uno strumento importante e utilissimo per dare visibilità alle iniziative, per informare sulle attività dei territori, ma non oltre. E se non smettiamo di considerarli gli unici luoghi della discussione, non possiamo che assistere inermi all’imbarbarimento del pensiero e dei modi in cui lo si espone e, di conseguenza, a una riduzione della democrazia.

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Redazione

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