Mukki, Omoboni: “Evitiamo che perda la sua identità. La proprietà venga in Mugello”

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Non solo l’addio del presidente Paolo Campinoti e l’uscita di Lorenzo Petretto, ma si è dimessa dal cda di Mukki anche Antonella Mansi. A riportarlo è il quotidiano La Nazione.
C’è preoccupazione per la salvaguardia della produzione del latte in Mugello, dopo l’arrivo del nuovo socio di maggioranza Newlat.
Mastrolia ha preso l’impegno a fare investimenti sul territorio fiorentino: 50 assunzioni in due anni e sede della direzione del gruppo, di quella del personale e del centro di ricerca e sviluppo a Firenze.
Preoccupazione è stata espressa ieri dal sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni in un intervento sulle pagine del quotidiano La Repubblica: “A noi, al di là delle dinamiche societarie, interessa il riconoscimento e il mantenimento delle specificità territoriali e della filiera zootecnica coinvolta. Vogliamo evitare che Mukki diventi un brand senza radici territoriali forti”.
Di seguito l’intervento completo:

Il Mugello è preoccupato per la situazione della Centrale del latte della Toscana. Prima la lettera inviata ai conferitori ad aprile sulla fissazione del prezzo a 34 centesimi, poi le dimissioni di Campinoti e Petretto, sono segnali non certo positivi. La filiera del latte di qualità in Mugello si è rafforzata grazie ai contributi regionali e all’impegno degli allevatori. Ci sono 60 aziende toscane, tra Mugello e Maremma che conferiscono il latte di qualità a Mukki. A noi, al di là delle dinamiche societarie, interessa il riconoscimento e il mantenimento delle specificità territoriali e della filiera zootecnica coinvolta. Vogliamo evitare che Mukki diventi un brand senza radici territoriali forti in termini di occupazione e qualità. Pensiamo a cosa accade vicino a noi: “C’est qui le patron?”, marca dei consumatori per il latte tra i più venduti in Francia (170 milioni di litri in tre anni), è un patto con i produttori, a cui i consumatori chiedono qualità in cambio di un prezzo anche più alto che loro sono disposti a pagare, per quella qualità. Ma sarebbe un errore far passare il messaggio di una politica locale coinvolta solo nelle funzioni di “sindacalista” sul prezzo del latte: un elemento importante soprattutto per le chi ha fatto investimenti, ma non l’unico. È importante il rispetto degli accordi tra Mukki e Cooperative di conferimento che prevede riconoscimenti economici aggiuntivi rispetto al prezzo base del latte dovuti anche alla “mugellanità”. E mi pare su questo ci siano dei passi in avanti. Lo dico con franchezza, non sempre siamo riusciti a fare fronte comune tra istituzioni e allevatori: ho appreso dalla stampa di un incontro con i rappresentanti delle principali cooperative toscane fornitrici di latte per Mukki, per stabilire il prezzo per il 2021. Se vengono fatte trattative separate e ognuno porta avanti un suo progetto, diventa difficile far valere le ragioni del territorio, oltre al prezzo riconosciuto. Ci muoveremo su due binari: una sorta di Comitato di Patto territoriale con Regione Toscana e Comune di Firenze, con cui ci stiamo da tempo confrontando, allargato, se ci sarà la volontà, alle associazioni di categoria, alle cooperative di conferimento e gli altri attori eventualmente coinvolti, per condividere una linea comune; dall’altra propongo alla proprietà un gesto semplice: non ha l’obbligo di interfacciarsi con noi, ma noi abbiamo il dovere di portare avanti la tutela alimentare e sociale del nostro territorio. Allora venga in Mugello, incontriamoci, magari in qualche azienda locale. Parliamoci, guardiamoci negli occhi. Nella massima trasparenza e nel rispetto dei ruoli.

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Redazione

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