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Pontassieve Futura: “In Valdisieve scomparsa la sanità pubblica territoriale. La Casa della Salute…”

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“La prospettiva nel medio periodo è, secondo noi, quella della realizzazione della Casa della Salute nell’area ferroviaria. Secondo la Regione entro il 2021, le Case della Salute dovranno passare dalle attuali 70 a 116 (cioè una per ogni distretto). Speriamo che questo sia un punto fermo della prossima campagna elettorale”. A scriverlo in una nota è l’associazione politico-culturale Pontassieve Futura intervenendo sul tema dei disservizi e disagi nell’ultimo periodo sul fronte della sanità territoriale di base. Pontassieve Futura parla di emergenza, sottolinea la mancanza di strutture per la riabilitazione, la mancata sostituzione di numerosi medici di famiglia e l’innalzamento del tetto degli assistiti (fino a 1800 pazienti per medico) e la chiusura del CUP di San Francesco. Anche il potenziamento del punto prelievo della Misericordia e la riapertura del presidio di San Francesco annunciata dall’ASL per il 1° luglio (LEGGI QUI), potrebbero non essere sufficienti.

Di seguito la nota integrale:

Dopo la fase acuta della pandemia COVID-19, ora la situazione sanitaria in Italia e in Toscana sembra in netto miglioramento. Tutti nel frattempo abbiamo imparato a riconsiderare come un elemento fondamentale la sanità pubblica territoriale.

Ma qual è la situazione dei servizi sanitari di base nel nostro territorio, nella Valdisieve e nei comuni ad est di Firenze?

La parola è una sola: EMERGENZA. La situazione oggi è persino peggiore di com’era prima della pandemia. Ricordiamo che il Consiglio comunale di Pontassieve aveva approvato il 19 dicembre del 2019 un ordine del giorno con il quale si invitava la direzione della Asl a “attuare una riorganizzazione generale dei servizi in convenzione”.

Eppure ci troviamo ora difronte alla scomparsa della sanità pubblica territoriale. A Pontassieve, Pelago, Rufina è diventato impossibile effettuare gli esami più semplici e persino un semplice prelievo del sangue in tempi normali. Si parla di liste di attesa di oltre un mese per il prelievo!

È sotto gli occhi di tutti la mancanza di strutture per la riabilitazione, la mancata sostituzione di numerosi medici di famiglia e innalzamento del tetto degli assistiti (fino a 1800 pazienti per medico!), la chiusura del CUP di San Francesco, e ricordiamoci che non tutti possono fare prenotazioni on line o stare ore al telefono! Di fronte a questa situazione, anche il potenziamento del punto prelievo della Misericordia e la riapertura del presidio di San Francesco annunciata dall’ASL per il 1° luglio, potrebbero non essere sufficienti.

I cittadini sono costretti a un pendolarismo sanitario inaccettabile per costi, tempi e aumento del traffico. Una situazione che finisce per gravare ancora di più sugli anziani, sulle associazioni socio sanitarie e sulle famiglie. Non è questo il modo con il quale intendiamo vivere la città metropolitana.

Aderiamo quindi anche noi con forza alla denuncia che è stata fatta nelle scorse settimane dalla Croce Azzurra e dalla CGIL-SPI di Pontassieve e Pelago.

La prospettiva nel medio periodo è, secondo noi, quella della realizzazione della Casa della Salute nell’area ferroviaria. La necessità di nuove Case della Salute è stata ribadita dalla recente delibera n. 770 del 22 giugno 2020 della Giunta Regionale Toscana, e dalle successive interviste dell’Assessore Saccardi che ha dichiarato che, entro il 2021, le Case della Salute dovranno passare dalle attuali 70 a 116 (cioè una per ogni distretto). Speriamo che questo sia un punto fermo della prossima campagna elettorale, ma quali sono le risposte immediate che possono essere date oggi ai nostri cittadini?

Quali azioni sta mettendo in campo la direzione della Asl Toscana centro? Quali soluzioni si stanno studiando per l’immediato futuro? Anche se ci sono segnali di convergenza su questo punto, possiamo finalmente contare su una piena unità di intenti da parte di tutti i sindaci della zona?

La sanità non va in vacanza. Se non ci saranno risposte immediate nelle prossime settimane, da realizzare nei mesi di luglio e agosto, ci troveremo costretti ad una mobilitazione sui mezzi di comunicazione e in piazza.

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Scritto da

Redazione

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