(AUDIO) Ciclismo, il 28 giugno 2014 moriva Guido Boni: il ricordo di Bruno Confortini

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Dopodomani ricorrerà il sesto anniversario della scomparsa di Guido Boni, “l’angelo biondo di Vicchio”, come fu soprannominato nell’ambiente ciclistico degli anni Cinquanta. Boni morì il 28 giugno 2014. Grande professionista del ciclismo a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta che vanta 7 vittorie.
A Radio Sieve il ricordo di Bruno Confortini, autore del libro che celebra Boni, dal titolo “L’angelo biondo di Vicchio. Guido Boni, una storia degli anni ’50” (Geo edizioni, Empoli, 2015).

VITA E CARRIERA
Professionista dal 1955 al 1963, Guido Boni corse con la Welter, con la Nivea/Tigra di Magni, la Bottecchia, con la Bianchi di Coppi, la Tricofilina, la Ghigi di Luciano Pezzi e la Molteni.
Da professionista vanta 7 vittorie, tra cui una tappa nel Giro d’Italia 1958. Nel 1956, mentre vestiva la maglia gialla di leader della classifica, fu costretto a ritirarsi dal Giro di Svizzera a causa di una probabile intossicazione alimentare.
Partecipò a 8 Giri d’Italia, 2 Tour de France e 2 Giri di Spagna, oltre a classiche in Italia e all’estero. Fu nazionale nel 1957 al Mondiale di Waregem (con Nencini e Baldini il migliore degli azzurri) e campione d’Italia a squadre con la Ghigi nel 1962. Numerosi i secondi posti e i piazzamenti.
Fisico possente, stilisticamente impeccabile, fu ottimo tra i dilettanti (azzurro al Mondiale di Solingen nel 1954) ed era atteso da tutto l’ambiente ciclistico ad una carriera altrettanto importante tra i professionisti. Se non fu tale, fu anche per problemi fisici organici (fegato) che ne condizionarono il rendimento e gli sforzi prolungati.
Ebbe in Vasco Pratolini, nel 1955 al seguito del Giro, un tifoso illustre. Ha “l’animo di bambino…da stringere il cuore e nello stesso tempo da mettere allegria”, scrisse in una sua cronaca.
Il suo matrimonio nel 1957 con Marisa Zocchi, popolare campionessa del programma di Mike Bongiorno “Lascia o raddoppia”, trovò ampio spazio sulle pagine di giornali e rotocalchi dell’epoca; testimone di nozze fu Gino Bartali e anche Papa Pio XII mandò agli sposi un telegramma di felicitazioni.
Dopo il suo ritiro dalle corse Guido gestì con Marisa il “Bar Zocchi” di Pratolino, punto di ritrovo di ciclisti e appassionati.
Fece la sua ultima apparizione pubblica pochi mesi prima di morire, in un programma Rai dedicato al grande amico Gastone Nencini, da Guido stimatissimo come uomo e come atleta.

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Redazione

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