(AUDIO) La Rosa Dei Venti: Il cane che si morde la coda

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Da quando era scattato il blocco, erano settimane che non tornavo a Firenze, allora domenica scorsa, liberi da tutti gli impegni, da bravi provinciali, io e mia moglie siamo tornati in città. Dopo aver parcheggiato in l.no del Tempio, a piedi siamo arrivati sino al Ponte Vecchio, da li poi il classico giro p.za della Signoria, via dei Calzaiuoli, p.za del Duomo.

Nel raccontare il tour mi fermo qui, in quanto vedere Firenze così “sola” fa male, o almeno a me ha fatto molto male.

Non ci sono gli stranieri, e questo lo sapevamo anche noi, non ci sono gli italiani delle altre regioni e anche questo ci era chiaro, non ci sono i fiorentini in quanto nel centro della città c’è tutto meno che residenze private, ma sorpresa delle sorprese non ci sono neppure i pubblici esercizi aperti.

“Aprire in queste condizioni sarebbe un bagno di sangue” dicono in molti del settore, magari gli stessi che una ventina di giorni fa premevano per riaprire in quanto con quelle condizioni sarebbero “morti” .

Domanda, secondo voi davvero gli operatori del settore non immaginavano una ripartenza così complicata?

Forse non sarà necessario che qualcuno rischi oltre quello che ha già rischiato, proprio per uscire da quel detto “è un gatto che si morde la coda”?

Riascolta le opinioni di: Alessandro Scipioni, Giuseppe Matulli, Masimo Biagioni, Michele Ventura, Eugenio Giani.

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Redazione

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