Doppio ponte, il Comitato risponde ad Italia Nostra: “Opera necessaria e ben inserita nel paesaggio. La ferrovia non basta”

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Il Comitato di Vallina, favorevole al Doppio ponte, risponde al presidente fiorentino di Italia Nostra Leonardo Rombai che da Radio Sieve aveva ribadito la contrarietà all’opera ed annunciato l’imminente presentazione di un ricorso al Consiglio di Stato, dopo che il Tar aveva respinto quelli della Soprintendeza e di Italia Nostra sulla Valutazione dell’Impatto Ambientale dell’infrastruttura (LEGGI QUI). Sul tema dell’impatto dell’opera Elena Mechi del Comitato ribadisce che “il progetto, frutto di un concorso internazionale a cui hanno partecipato 55 studi di fama mondiale, ha avuto come criterio di selezione quello del miglior inserimento nel paesaggio dell’infrastruttura”.
Il potenziamento della linea ferroviaria auspicato da Rombai non basterebbe a far respirare Vallina e a risolvere i problemi del traffico, come ribadisce Mechi: “Attualmente, come da noi già più volte ricordato, non esistono tra Pontassieve e Firenze ponti che consentano di passare da una riva all’altra del fiume Arno senza attraversare i centri abitati. Ci auguriamo che il futuro del nostro territorio non rimanga ostaggio di irrigidimenti dottrinari di noto sapore antimoderno o di falsi miti ambientalisti, magari utilizzati per coprire gli interessi dei pochi cittadini infastiditi dalla realizzazione della nuova opera”.

Di seguito la nota integrale:

Il comitato dei cittadini della frazione di Vallina e quello delle località Compiobbi-Ellera, entrambi interessati alla realizzazione della «Variante dell’abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull’Arno e riclassificazione della SP 34», esprimono viva sorpresa per il comunicato dell’Associazione Italia Nostra, recentemente apparso sul foglio online di notizie della Valdisieve, e per l’intervista rilasciata a Radio Sieve in data 8 maggio da Leonardo Rombai, presidente fiorentino della medesima associazione. Nella comunicazione di cui sopra Italia Nostra reitera le critiche al doppio ponte, giudicando che l’infrastruttura avrebbe un impatto ambientale «pesante» su un luogo di comprovato «valore paesaggistico» e avanza una soluzione che la stessa Onlus definisce «alternativa zero» perché basata sul «consolidamento di opere infrastrutturali già esistenti».
A fronte di tali argomentazioni, già vagliate e rigettate sia dalle amministrazioni comunali e regionali, sia dal giudice amministrativo, occorre ribadire che il progetto, frutto di un concorso internazionale a cui hanno partecipato 55 studi di fama mondiale, ha avuto come criterio di selezione quello del miglior inserimento nel paesaggio dell’opera, il cui piano originario è stato modificato proprio al fine di superare le criticità sottolineate della Soprintendenza, come del resto ha riconosciuto il giudice respingendo il ricorso dell’associazione.
Vale solo la pena di accennare in questa sede all’importanza del cosiddetto bypass, la cui necessità è del resto pienamente avvertita da chiunque abiti o transiti per la frazione di Vallina e non solo. Nella realizzazione di questo progetto hanno infatti riposto le loro speranze tutte le comunità e tutte le amministrazioni del territorio del Valdarno, ivi compresi i comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Fiesole e Pontassieve, che confidano in questo modo di risolvere i gravissimi danni prodotti sulla salute dei cittadini (la cui tutela è sancita dall’art. 32 della Costituzione) dall’elevato traffico veicolare della SP 34 (circa 750 auto all’ora). Lo stesso TAR ha d’altronde riconosciuto che l’opera è necessaria e urgente perché funzionale ad un alto valore di rilievo costituzionale e perché utile a migliorare in maniera decisiva la qualità della vita degli abitanti, costretti a convivere con un alto tasso di inquinamento ambientale e a contare i morti sulla strada.
Convinti della bontà del progetto e dell’inscindibilità del legame tra sviluppo e benessere collettivo, esprimiamo invece tutto il nostro rammarico al cospetto di quanti – ancora nel 2020 e nella situazione di collasso economico in cui ormai versa il Paese – agitano lo spauracchio dei «profitti» per tentare di minare la credibilità di un progetto che, tra le altre cose, rappresenta anche un’occasione di crescita e riqualificazione del nostro territorio.
L’alternativa proposta da Italia Nostra, che tra parentesi si oppone anche alla realizzazione del nuovo centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli, non può in conclusione considerarsi una soluzione al problema del traffico (anche di mezzi pesanti) all’interno della Valle poiché, basata com’è sul mero potenziamento della linea ferroviaria esistente, non scioglie il nodo del collegamento intermedio tra il Comune di Firenze e quello di Pontassieve. Attualmente infatti, come da noi già più volte ricordato, non esistono al confine tra i due comuni ponti che consentano di passare da una riva all’altra del fiume Arno senza attraversare i centri abitati.
La sentenza pronunciata dal TAR in data 6 marzo 2020 rende finalmente giustizia alle ragioni delle nostre rimostranze. Pur disperando di guadagnare alle nostre posizioni i rappresentanti dell’Associazione Italia Nostra, ci auguriamo tuttavia che il futuro del nostro territorio non rimanga ostaggio di irrigidimenti dottrinari di noto sapore antimoderno o di falsi miti ambientalisti, magari utilizzati per coprire gli interessi dei pochi cittadini infastiditi dalla realizzazione della nuova opera.

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Redazione

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