Treni ibridi sulla Faentina, Giannelli (FI): “Sconfessato Ceccarelli. Regione indietro rispetto a Trenitalia”

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“Siamo rimasti molto sorpresi in positivo dalle dichiarazioni del direttore regionale di Trenitalia Scarpellini sui nuovi treni ibridi per la Faentina (LEGGI QUI), perché oltre a garantire in tempi relativamente brevi migliori condizioni per i pendolari, porta anche ad immaginare finalmente una prospettiva di sviluppo importante per le nostre linee e per il nostro territorio”. A dirlo è Giampaolo Giannelli, vice coordinatore provinciale di Forza Italia, che evidenzia il dato politico di queste affermazioni, parlando di “sconfessione delle dichiarazioni dell’assessore regionale Ceccarelli del 24 ottobre scorso, in cui aveva affermato che sulla Faentina al massimo sarebbe arrivato un treno entro il 2023 per poi slittare al 2030″.
Giannelli auspica poi che alle parole di Scarpellini seguano i fatti: “Saremo vigili, dando ogni supporto possibile ai comitati pendolari, ma è oramai evidente che la Regione e il suo Assessore sono rimasti un passo indietro rispetto a Trenitalia“.

Di seguito la nota completa:

Ieri 16 gennaio abbiamo guardato, con particolare interesse, il servizio del TG Rai alla presenza del portavoce del Comitato Pendolari della Faentina, Maurizio Izzo, il Giornalista Massimo Rossi, il Direttore toscano di Trenitalia, ing. Gianluca Scarpellini.
Siamo rimasti molto sorpresi, in positivo ovviamente, dalle dichiarazioni di Scarpellini. Il Direttore di Trenitalia infatti, dopo aver annunciato che “a partire dalla fine del 2021 arriveranno i primi nuovi treni ibridi elettrici-diesel destinati alla linea della Val di Sieve” (e questo era un dato già acquisito) ha testualmente affermato che “subito dopo ed entro 18 mesi completeremo la fornitura sostituendo tutti gli attuali treni in servizio sulla Faentina”, per poi concludere: “I nuovi Hitachi ibridi da 300 posti che arriveranno per la Faentina aumenteranno la capienza degli attuali Minuetto, permettendo di effettuare la maggior parte delle corse in singola composizione, con il raddoppio che sarà previsto solo in quelle due o tre corse dove l’utenza è superiore. Questo permetterà non solo ai viaggiatori di aver miglior confort, ma anche a Trenitalia un risparmio economico importante”. La notizia, sorprendentemente positiva, è doppiamente importante per i mugellani.
Perché oltre a garantire, in tempi relativamente brevi, migliori condizioni per i pendolari della Faentina, da tutti i punti di vista, porta anche ad immaginare finalmente una prospettiva di sviluppo importante per le nostre linee e per il nostro territorio.
E’ una buona notizia e un impegno importante quello preso da Trenitalia.
Non possiamo poi non evidenziare il dato politico dell’annuncio di Scarpellini. Una clamorosa SCONFESSIONE DELLE PAROLE DELL’ASSESSORE REGIONALE CECCARELLI DEL 24 OTTOBRE. Per coloro che non se lo ricordassero, nell’incontro che Ceccarelli aveva avuto coi comitati pendolari, l’Assessore aveva affermato che “In Toscana i treni nuovi arriveranno in una prima tranche tra il 2021 e il 2023. Sulla Faentina al massimo ne arriverà uno e poi si slitterà pari pari al 2030”.
Al termine di quell’incontro, il portavoce mugellano dei pendolari, Izzo, aveva affermato che “questo è un Contratto che varrà 15 anni: dire che oggi la situazione è ottimale o la migliore che si può avere significa condannarci ad un lento degrado fino al 2030”.
Ceccarelli non aveva trovato niente di meglio da fare che replicare sguaiatamente ad Izzo accusandolo di avere “una visione inutilmente catastrofista”.
Bene, la sconfessione evidente delle parole dell’assessore Regionale Vincenzo Ceccarelli da parte del Direttore toscano di Trenitalia è il dato politico di maggior rilievo e la palese dimostrazione della mancanza di controllo sulla politica regionale dei trasporti da parte dell’Assessore. Attendiamo ovviamente che alle parole di Ccarpellini seguano i fatti, e saremo vigili (dando ogni supporto possibile) ai comitati pendolari; ma è oramai evidente che la Regione Toscana e il suo Assessore sono rimasti un passo indietro rispetto a Trenitalia.
Ci auguriamo quindi che i pendolari, e i cittadini tutti, ne tengano conto alla prossima tornata elettorale.
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Redazione

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