Lo scrittore Tahar Ben Jelloun a Pontassieve e Borgo San Lorenzo

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E’ un ospite d’eccezione, Tahar Ben Jelloun, a chiudere il ciclo di incontri nell’ambito del progetto “Scritti e scrittori dal mondo”. Un doppio appuntamento col noto scrittore, poeta e saggista marocchino: giovedì 6 dicembre alle 21 presso la sala del Consiglio comunale di Pontassieve e venerdì 7 dicembre alle 10 all’Auditorium dell’istituto superiore Giotto Ulivi a Borgo San Lorenzo.
“Scritti e scrittori dal mondo” è il progetto incentrato sul tema dell’intercultura promosso dallo Sdimm (la rete delle biblioteche comunali di Mugello e Valdisieve) con il finanziamento della Regione Toscana e la coprogettazione dell’Ufficio Politiche Culturali e Biblioteca del Comune di Pontassieve, che coinvolge anche le scuole dell’infanzia e primarie.

CHI E’
Tahar Ben Jelloun è uno degli autori marocchini più conosciuti in Europa. Nei suoi romanzi, scritti in francese, contamina, attraverso una scrittura polifonica e raffinata, la tradizione araba scritta e orale con i moduli della narrativa moderna e postmoderna.
Intorno ai primi anni ‘60 Ben Jelloun inizia la sua carriera di scrittore ed e in questo periodo che partecipa attivamente alla stesura della rivista “Souffles” che diventerà uno dei movimenti letterari più importanti del Nord-Africa. Dopo aver conseguito la laurea in filosofia si trasferisce in Francia dove frequenta l’università di Parigi. Nella seconda meta degli anni ‘70 scrive testi importanti in cui tratta della condizione degli emigrati magrebini in Francia. La pubblicazione nel 1987 del romanzo La Nuit sacrée (La notte fatale), con cui ha vinto il premio Goncourt, lo ha designato quale scrittore
di fama internazionale. Da allora i suoi testi sono diventati sempre più numerosi e diversificati, ha scritto romanzi, poesie, opere teatrali, saggi, riuscendo ad apportare in ognuna delle sue opere elementi innovativi rispetto alla tradizione a cui egli stesso guardava. Le tematiche trattate sono molteplici ma si basano tutte su argomenti scottanti e sempre attuali come l’emigrazione, la ricerca d’identità, la corruzione. In Italia molte sue opere sono tradotte e conosciute, ma la più nota al grande pubblico e probabilmente Il razzismo spiegato a mia figlia, edita nel 1998 e ripubblicata nel 2018 da La Nave di Teseo.

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Redazione

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