Coprifuoco per i migranti e controllo pacchi, Ass. Oltre di Vicchio: “Si viola la Costituzione”

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Secondo quanto comunicato dal prefetto di Firenze tramite un provvedimento, dalle 20 alle 8 del mattino i migranti ospiti dei centri di accoglienza straordinaria della provincia di Firenze dovranno rimanere all’interno delle strutture. In più, i gestori ora sono invitati a disporre che i pacchi ordinati dagli ospiti vengano aperti alla presenza degli operatori, sia “per ragioni di sicurezza” sia “per verificare che gli acquisti siano compatibili con la situazione economica dell’ospite” (LEGGI QUI).
Ad esprimersi sulla questione è, con una nota a firma della presidente Maria Luisa Mimma Bonafede,  l’associazione Oltre di Vicchio:
“Il clima di paura, intolleranza e xenofobia instaurato dal decreto, al limite del razzismo, del Ministro Salvini ha avuto, a livello provinciale, delle ricadute repressive immediate.
La Prefettura di Firenze una settimana fa ha inviato agli Enti gestori dei Cas all’interno della sua giurisdizione due direttive che riteniamo lesive della libertà personale dei Richiedenti Asilo.
Con la prima disposizione si dà mandato agli operatori che lavorano nelle strutture ospitanti di aprire e controllare i pacchi destinati agli ospiti sia per ragioni di “sicurezza” sia per accertare che gli eventuali acquisti siano compatibili con la situazione economica dichiarata dall’ospite.
Con la seconda si fissano degli orari di “libera uscita” dei Richiedenti Asilo: dalle 8.00 di mattina alle 20.00 di sera. Sono previste deroghe solo in casi eccezionali, documentati ed approvati dalla Prefettura.
Non solo si snatura il ruolo degli Operatori dei Centri che si vorrebbe trasformati in carcerieri, ma si insinua che un richiedente asilo è probabilmente un terrorista o un truffatore e si sancisce che se sta fuori dai Cas oltre le otto di sera è un fuorilegge, una persona pericolosa che va riportata in “gabbia” con procedure e modalità analoghe alle condizioni di semilibertà di chi ha commesso reati.
Non sappiamo a tuttora se ci siano altre Prefetture che si sono distinte con un simile accanimento nei confronti di persone che vivono una situazione di lontananza dal loro Paese e dai loro affetti, che sappiamo essere fuggiti da guerre, violenza e miseria e che si stanno inserendo, con difficoltà, nel tessuto economico e sociale del nostro territorio. Riteniamo comunque che simili provvedimenti siano fin troppo in linea con la volontà del Decreto Salvini: creare anzitempo i “lager” tanto cari al Vicepremier.
Riteniamo questi provvedimenti non una violazione dalla privacy ma una violazione della Costituzione e dei suoi principi e valori fondanti.
Mentre e poiché ci schieriamo a fianco di Riace e del suo Sindaco invitiamo ora e qui le Associazioni, gli Enti Gestori, le Amministrazioni locali ad esprimere la loro ferma opposizione ad ogni forma, anche mascherata, di lesione dei diritti costituzionalmente garantiti.”

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Redazione

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